Nel contesto della transizione energetica, il binomio pompa di calore (PdC) e fotovoltaico (FV) non è più solo una scelta ecologica, ma una necessità economica. Tuttavia, installare i macchinari non basta: la vera differenza la fa una strategia di gestione intelligente che trasforma l’abitazione in una sorta di “batteria termica”.
La strategia vincente consiste nel massimizzare l’autoconsumo nelle ore centrali della giornata.
Invece di lasciare l’impianto al minimo, si sfrutta il picco di produzione del fotovoltaico (tra le 11:00 e le 15:00) per alzare il set-point della temperatura interna di 1-2°C rispetto al desiderato. In questo modo, l’energia “gratuita” del sole viene immagazzinata sotto forma di calore nelle masse dell’edificio (pareti e pavimenti).
Perché funziona?
Efficienza termica: Durante il giorno, l’aria esterna è più calda, rendendo il lavoro della pompa di calore meno gravoso (maggiore COP).
Inerzia termica: Di sera, con il calare del sole, la casa rilascerà lentamente il calore accumulato, permettendo alla pompa di calore di lavorare al minimo o restare spenta durante le ore in cui l’elettricità costerebbe di più.
l ruolo dell’accumulo
Per chi vuole spingersi oltre, l’integrazione di un puffer (accumulo tecnico di acqua calda), permette di stoccare l’energia solare eccedente non solo per il riscaldamento, ma anche per l’acqua sanitaria, garantendo docce calde serali a costo zero.
In conclusione, il segreto non è più solo quanto l’impianto sia potente, ma quanto sia capace di “seguire il sole”. Passare da una gestione reattiva a una proattiva è la chiave per abbattere le bollette e vivere in una casa davvero smart.